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Persone e personaggi

Ritratti e foto di gruppo dei nostri concittadini dei tempi in cui farsi una foto era ancora un evento, un’occasione speciale e termini come selfie e smartphone non erano ancora stati inventati.

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Isola del Liri nell’arte

A partire dal XVII secolo si diffonde, tra i giovani aristocratici europei, la moda dei grandi viaggi attraverso il continente. Viaggi finalizzati al proprio arricchimento culturale che potevano durare mesi o anche anni. L’Italia, con le sue bellezze naturalistiche ed il suo immenso patrimonio storico, artistico e culturale, fu meta privilegiata di questi viaggi chiamati Gran Tour. Viaggiatori dei Grand Tour non furono soltanto giovani nobili, ben presto vi si unirono artisti e studenti d’arte da tutta Europa: raggiungevano l’Italia per imparare dalle opere dei grandi maestri e in cerca di soggetti da dipingere. Le città di Roma e Napoli furono quelle che attrassero più viaggiatori e la nostra terra, la Ciociaria, fu un passaggio obbligato per gli artisti che si spostavano tra le due città. Quelle che abbiamo raccolto in questa galleria sono le riproduzioni fotografiche delle opere che ebbero come soggetto la nostra Isola del Liri.

Alexandre H. Dunouy: La Cascata Verticale di Isola del Liri (1770)

Qui di seguito una serie di acquerelli di sir Richard Colt Hoare, dipinti ad Isola del Liri e nei dintorni tra il 1790 e il 1791:

Richard Colt Hoare: View on the River Liris at Isola di Sora (1791)

Jean-Joseph-Xavier Bidauld: Vue de l’île de Sora dans le royaume de Naples (1793),
olio su tela (113 x 144 cm). Conservato presso il Museo del Louvre a Parigi

Jacob Philipp Hackert: Die Brücke von San Paolo (1793)
disegno
Ernst Fries: Wasserfälle des Liris bei Isola del Liri (1830)
Blick auf die Liris Fälle bei Isola di Sora
olio su tela (43x58cm)
Jakob Philipp Hackert: La Perdita del Liri a Anatrelle (1797)
Gole del Vitarello
Raffaele Carelli: Veduta delle cascate del Fibreno (1821)
Raffaele Carelli: Isola del Liri, Cascata del Valcatoio (1836)
Raffaele Carelli: Cascata del Valcatoio (inizi ‘800)
Scuola tedesca: Veduta di Isola del Liri con cascata (XIX sec)
Salvatore Fergola: Isola Liri (1860)
Ataud: Isola di Sora (1835)
Cascata de’fiumi Liri e Fibreno nell’Isola di Sora (1836)
Veduta di Isola del Liri (1845)
Isola di Sora (1847)
acquaforte

François Pierdom: Cascade d’Isola (1862)
da L’Illustration, Journal Universel, fevrier 1862 pg.65
Isola del Liri, Cascata del Valcatoio (1877)

Per saperne di più

Paolo Accettola, Vedutisti Europei del XVIII-XIX secolo a Casamari e presso San Domanico di Sora, estratto da “Rivista Circestense”, gennaio-aprile 2015

Paolo Accettola, Il Grand Tour nel territorio di Sora, Isola del Liri e Arpino su www.ciclostoricadallecoscateallago.home.blog

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Cartoline da Isola del Liri

In questo album sono raccolte alcune tra le più popolari cartoline postali stampate ad Isola del Liri. Le più antiche risalgono ai primi anni Dieci, mentre le più recenti sono degli anni Ottanta. Queste immigini sono di pubblico dominio, vi invitiamo a farne l’uso che preferite.

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Isola del Liri nel XIII Anno

Le immagini raccolte in queste album sono tratte dal volume Isola del Liri nel XIII Anno. Si tratta di una pubblicazione voluta dal regime fascista per fini autocelebrativi.  Isola del Liri nel XIII Anno fu edito nel 1935 in 400 esemplari numerati. Le immagini qui sotto provengono dalla copia di proprietà delle famiglia Marsella.  Lungi da noi qualsiasi intendo apologetico, pubblichiamo queste immagini per il loro indubbio valore storico. Queste immagini sono di pubblico dominio e pertanto vi invitiamo a farne l’uso che preferite.

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Gastronomia ciociara

La cucina tradizionale ciociara è una cucina povera, ma ricca di gusto, legata ai prodotti della terra e della pastorizia e non solo. La pietanza più popolare sono le sagne coi fagioli.

Sagne e fagioli

Le sagne sono della pasta fresca preparata senza uova, ma solo con acqua e farina (e un pizzico di sale). Le si preparava nei giorni lavorativi, mentre la pasta all’uovo la si riservava per i giorni di festa. Le sagne sono ottime con i fagioli e con ceci e in primavera anche con asparagi e pancetta.

Sagne fatte a mano

Gli asparagi selvatici che crescono in abbondanza nei nostri boschi e campagne hanno un gusto molto più intenso di quelli coltivati da cui differiscono anche per aspetto: sono scuri e molto sottili. Tra fine febbraio ed inizio maggio è possibile gustare diverse pietanze a base di asparagi. Oltre che con le sagne sono ottimi con le fattuccine, ma anche con la semplice pasta asciutta. Con gli asparagi si fanno anche frittate, crespelle, risotti e in ultimo perfino la pizza.

Fare la pasta in casa è sempre stata una tradizione ciociara, per questo tra i primi vi consigliamo anche di assaggiare le pappardelle col cinghiale, le tagliatelle funghi e tartufo, i fini fini al pomodoro o gli gnocchi al ragù.

Tagliolini ai funghi porcini

Tra le carni sono ottime quelle di ovino e suino oltre ai salumi nostrani, ma nella gastronomia ciociara c’è spazio anche per ricette a base di pesce di fiume come le trote del Fibreno che si mangiano con gli spaghetti o al cartoccio. Gli spaghetti ai gamberi di fiume sarebbero il piatto simbolo di questa città se questo saporitissimo crostaceo, molto sensibile all’inquinamento, non fosse ormai estinto nelle nostre acque. Prima dello sviluppo industriale del paese popolavano numerosi le anse dei nostri fiumi tanto che due rossi esemplari campeggiano ancora sullo stemma di Isola del Liri.

Benché il gambero nostrano sia ormai una specie protetta, in diversi ristoranti della zona è ancora possibile gustare spaghetti con gamberi di fiume provenienti da allevamenti specializzati.

Spaghetti ai gamberi di fiume

Tra i dolci tradizionali ricordiamo quelli delle feste come i susamelli del periodo natalizio o la pigna pasquale. I primi sono dei biscotti simili per aspetto ai cantucci toscani, ma insaporiti con miele, vino bianco dolce e buccia di mandarino. La pigna è invece una sorta di “panettone” lievitato con un impasto arricchito di uvetta, canditi, cannella e anice.

La pigna pasquale

La carta dei vini non è molto ampia, tra i migliori prodotti del territorio spiaccano il cesanese del Piglio e il cabernet di Atina, tra i bianchi la passerina del frusinate. Tra i liquori prodotti sul territorio troviamo invece la ratafìa (a base di visciole), il fragolino (fatto con fragole di bosco), tra i digestivi l’amaro ciociaro e la genziana, prodotta con le radici del fiore lasciate a macerare in vino bianco secco. Ma tutte queste pietanze non avrebbero lo stesso gusto se alla base non ci fossero ingredieti di qualità. Diversi sono i prodotti DOP della Ciociaria come i fagioli cannelini di Atina, l’aglio rosso di Castelliri, il peperone cornetto di Pontecorvo, i tartufi di Campoli Appennino, la mozzarella di bufala di Amaseno, il pecorino e la marzolina di Picinisco.

Il segreto della cucina ciociara sta proprio nella genuità dei prodotti locali che la tradizione contandina conserva ancora intatti.

articolo a cura di P. Mariniello

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Da visitare

Una vista ad Isola del Liri non può che cominciare dal Ponte Napoli da quale si può godere una splendida vista sulla Cascata Grande e il castello Boncompagni – Viscogliosi. Sulla destra vi sono il municipio e l’ex feltrificio Ippolito & Pisani.

Galleria Eustacchio Pisani

Quest’ultimo edificio è attraversato dalla Galleria Eustacchio Pisani, nei giorni di apertura ( in genere nei weekend) è possibile accedervi per raggiungere il terrazzo panoramico che affaccia proprio sotto la cascata. La Galleria Eustacchio Pisani ospita spesso mostre d’arte e fotografia.

Cascata Grande vista dal terrazzo panoramico

Sulla sinistra del ponte ha inizio la suggestiva via Cascata che costeggia il fiume fino a portarvi in prossimità della cascata. É questo il punto migliore per scattare le vostre foto ricordo. Continuando lungo via Cascata, di recente resa completamente pedonale, si giunge alla chiesa di San Lorenzo Martire.

Chiesa di San Lorenzo Martire. Foto di Marco Schirinzi

Uscendo dalla chiesa potete procedere seguendo la piccola strada lastricata che vi riporterà su Corso Roma, una volta sul corso prendete a destra per raggiungere l’altro ponte, il ponte Roma. In alternativa si può percorrere via Chigi Nobile che dal semaforo, posto in piazza San Lorenzo, vi condurrà allo stesso punto. Superato il ponte si entra si entra nel Parco Fluviale. Seguendo il percorso del fiume si raggiunge la Cascata del Valcatoio.

Cascata del Valcatoio

Il Parco Fluviale, molto amato dalla cittadinanza, è un ottimo posto per sostare e magari consumare un pranzo al sacco. Chi invece preferisce gustare la cucina locale potrà accomodarsi in uno dei tanti locali incontrati durante il percorso. Cosa c’è da gustare potrete scoprirlo in questo articolo.

Castello Boncompagni-Viscogliosi

Essendo una residenza privata il castello Boncompagni – Viscogliosi non è sempre accessibile ai visitatori. Chi fosse interessato ad una visita al suo parco può trovare sul sito www.castelloboncompagniviscogliosi.it le informazioni necessarie. Il parco del castello è comunque aperto gratuitamente al pubblico nei giorni della festa della Madonna delle Grazie (17,18 e 19 settembre). Dal parco si può godere una vista mozzafiato sul precipizio nel quale si getta la cascata, uno spettacolo unico al mondo. Così lo descrisse il duca Giacomo Boncompagni:

“[…] E cingendo la rocca da tre bande, va con un ramo a precipitarsi alla banda sinistra da una balza fatta dalla natura, d’altezza più di 150 palmi, giù nella terra dove s’habita, con strepido grandissimo. In questa caduta l’acqua manda in altro un polverino d’acqua si grande che io per me mi sarei creduto che la terra posta nel basso havesse non solo da restare humida, ma bagnata sempre; niente di manco si vede con la esperienza che cadendo il fiume perpendicolarmente con tanta furia, causa tale e sì fatto venuto e sì continuo che porta tutto il detto polverino alla sponda di fuori, per causa di certa rivolta humidità sua onde sponda ne piove sempre e abbonda di rivoletti d’acque perpetui che ritornano nel fiume.

Cascata & Castello Viscogliosi al tramonto. Foto di Vincenzo Vona e Cludia Costantini Full Frame Fotografia

Visto il suo passato di città industriale, Isola del Liri non offre molto altro al turista di passaggio, ma chi vi soggiornerà resterà sorpreso dalla sua animatissima vita notturna.

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Dintorni

La Ciociaria è una terra ricca di storia e cultura nonché di bellezze naturalastiche. Numerosi sono i siti di interesse storico, artistico e naturale che si si trovano nelle vicinanze di Isola del Liri come l’abbazia circestense di San Domenico a Sora.

Abbazia di San Domenico

Ubicata in prossimità della confluenza del fiume Fibreno con il Liri, l’abbazia fu fondata nel 1011 dal monaco benedettino san Domenico abate sulle rovine della villa natale di Marco Tullio Cicerone. Lo stile primitivo dell’abbazia è il romanico: pianta a croce latina, con tre navate, la centrale più larga e più alta delle due laterali, chiuse in fondo da tre absidi semicircolari; copertura a volta sostenuta da colonne; il presbiterio più elevato del piano della chiesa e sovrastante una cripta sotterranea. 

Fin dalla sua fondazione l’abbazia di San Domenico è congiunta con l’abbazia di Casamari a Veroli. É questa uno dei più importanti monasteri italiani di architettura gotica cistercense. Fu costruita nel 1203 e consacrata nel 1217. Si trova in località Casamari, al di fuori della città che vi consigliamo di visitare: il centro storico di Veroli è, infatti, uno dei più borghi belli e caratteristici della Ciociaria.

Abbazia di Casamari. Foto di Marco di Vona

Sia l’abbazia di San Domenico che quella di Casamari sono tappe del Cammino di San Benedetto, l’intinerario che da Subiaco attraversa tutta la Ciociaria fino a raggiungere l’abbazia di Montecassino, il monastero che il santo patrono d’Europa fondò nel 529 e teatro della storica battaglia di Montecassino. Anche se non proprio nelle vicinanze di Isola del Liri, è questo il sito di maggiore importanza artistico-culturale della provincia che vale senz’altro una visita.

Panorama su Montecassino. Ora et Labora. Foto di Antonello D’Alessandro

Per chi preferisce gli itinerari naturalistici, dall’abbazia di San Domenico si può seguire il corso del Fibreno fino a raggiungere il lago di Posta Fibreno  dal quale l’affluente del Liri ha origine. Si tratta di un sito particolarmente suggestivo, la cui flora e fauna sono protette dalla Riserva naturale lago di Posta Fibreno. Gli amanti della fotografia vi troveranno senz’altro pane per i loro denti.

Lago di Posta Fibreno. Il Pescatore. Foto di Edoardo Ciuffetta

Ad Arpino è da visitare l’acropoli di Civitavecchia con il suo arco a sesto acuto risalente al VII secolo a.c. e le sue mura ciclopiche dalle quali si gode una vista spettacolare sulla città a valle.

Acropoli di Civitavecchia. Arpino

Infine vi suggeriamo una visita al borgo medioevale di Monte San Giovanni Campano che conserva praticamente intatta la sua fortezza con il castello che fu dei Conti d’Aquino e nella cui torre venne imprigionato il giovane Tommaso d’Aquino e che da qui si evaderà per iniziare il suo cammino spirituale.

Monte San Giovanni Campano. Panorama

Se avete ancora tempo per visitare la Ciociaria vi consigliamo ancora una visita al borgo di Boville Ernica, alla città di Alatri, oppure alle grotte di Collepardo e alla Certosa di Trisulti. Per ulteriori informazioni potete consulatere il sito www.ciociriaturismo.it

Mappa turistica della Ciociaria
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Come arrivare


Come arrivare ad Isola del Liri
In auto:
Provenendo da Roma Autostrada del Sole A1, uscita Ferentino, Superstrada (S.S. 214) uscita Castelliri.
Provenendo da Napoli Autostrada del Sole A1, uscita Cassino, seguire indicazioni per Strada a scorrimento veloce Cassino – Sora –Avezzano (S.R. 509) uscita Broccostella/Sora

In treno:
Linea ferroviaria Roma – Napoli via Cassino, cambio alla stazione di Roccasecca per linea Roccasecca – Avezzano, fermata Isola Liri
Linea ferroviaria Roma – Napoli via Cassino, fermata Frosinone e proseguire verso Isola del Liri con collegamento CO.TRA.L

In autobus:
Collegamento don Roma mediante linee CO.TRA.L consultabili sul sito www.cotralspa.it

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Cenni Storici su Isola del Liri

Il territorio di Isola del Liri fu abitato fin dai tempi più antichi. In età romana la sua storia si intreccia con quella dei limitrofi municipi di Arpino e di Sora che se ne spartivano il territorio. Il centro abitato comincia a svilupparsi in età medioevale protetto dal fiume Liri che lo difendeva da possibili invasori.

L’antico Ponte Napoli. Sullo sfondo la Cascata e il Castello Ducale

Ma è con l’arrivo dei Duchi Boncompagni che la città inizia a fiorire economicamente ed urbanisticamente. Nel 1579, papa Gregorio XIII ( al secolo Ugo Boncompagni) acquista dai duchi d’Urbino Della Rovere il Ducato di Sora per donarlo a suo figlio Giacomo ( o Jacopo). Alla morte del padre, Giacomo, estromesso dalle cariche politiche che ricopriva a Roma, si ritirò a vivere nel castello che porta oggi il suo nome.

Per molti anni Isola del Liri fu sede dei duchi di Sora e il suo castello il principale centro amministrativo del ducato. Nell’ultimo periodo del triennio giacobino, e in particolare nel maggio del 1799, a Isola ebbe luogo l’eccidio nella chiesa di San Lorenzo Martire: oltre cinquecento persone che vi si erano riparate furono, infatti, trucidate dall’esercito rivoluzionario.

Sin dall’inizio del Cinquecento la costruzione di cartiere aveva dato il via a un processo di industrializzazione della zona. Lo sfruttamento dell’acqua, come forza motrice e di lavorazione, non avveniva solo lungo il fiume ma anche attraverso la costruzione delle “forme”, ovvero canali di adduzione. In quegli anni cominciò una lenta trasformazione del territorio che venne solcato da una fitta rete di canali, alcuni dei quali ancora in uso.

Blick auf die Liris Fälle bei Isola di Sora. Una veduta di Isola del Liri del XIX secolo.

Durante il XIX secolo, a seguito del riassetto amministrativo realizzato nel Regno di Napoli con Gioacchino Murat, la città fu annessa alle sorti politico-amministrative della provincia della Terra di Lavoro. A gettare le basi del poderoso sviluppo industriale di Isola del Liri fu Carlo Lefebvre che qui impiantò le sue prime cartiere, altre famiglie francesi seguirono il suo esempio e ben presto Isola del Liri si trasformò da piccolo centro rurale a polo industriale di prim’ordine per la fabbricazione della carta.

Negli stessi anni, al servizio dell’industria della carta, nacque e si sviluppò a Isola del Liri anche la lavorazione di feltri per cartiere. Questa fu favorita  dalla presenza dei numerosi lanifici locali. Cartiere, lanifici e feltrifici prosperarono nel corso del secolo. Notevole sostegno all’industria del paese venne offerto dalla possibilità di impiantare centrali per la produzione di energia idroelettrica lungo il corso del fiume. All’inizio del XX secolo Isola del Liri era uno dei pochissimi centri della zona a poter disporre di energia elettrica per uso pubblico e privato.

L’attività industriale del paese non si arrestò con lo scoppio della Grande Guerra e neanche a seguito del terremoto che lo devastò nel gennaio del 1915.

Essa continuò anche durante gli anni della dittatura fascista e anche dopo lo scoppiò della Seconda Guerra Mondiale, ma successivamente all’armistizio di Cassibile la città, per via della sua posizione geografica, subì bombardamenti da parte degli Alleati. Le prime bombe caddero su Isola del Liri il 23 ottobre del 1943 e continuarono fino al termine della Battaglia di Montecassino.

Il Ponte Napoli distrutto dai bombardamenti

Diverse fabbriche andarono distrutte e i macchinari trafugati. L’economia del paese riprese lentamente nel dopoguerra grazie anche al commercio illegale di sigarette, prodotte artigianalmente con le scorte di carta superstiti. Tuttavia, negli anni Sessanta, la rinata industria locale si avviava verso un lento declino.

Oggi è il settore terziaro a trainare l’economia di questo paese che si conferma tra i maggiori centri  di attrazione turistica e vitalità culturale della provincia.

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