Tag: Isola del Liri

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Isola del Liri nel XIII Anno

Le immagini raccolte in queste album sono tratte dal volume Isola del Liri nel XIII Anno. Si tratta di una pubblicazione voluta dal regime fascista per fini autocelebrativi.  Isola del Liri nel XIII Anno fu edito nel 1935 in 400 esemplari numerati. Le immagini qui sotto provengono dalla copia di proprietà delle famiglia Marsella.  Lungi da noi qualsiasi intendo apologetico, pubblichiamo queste immagini per il loro indubbio valore storico. Queste immagini sono di pubblico dominio e pertanto vi invitiamo a farne l’uso che preferite.

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Da visitare

Una vista ad Isola del Liri non può che cominciare dal Ponte Napoli da quale si può godere una splendida vista sulla Cascata Grande e il castello Boncompagni – Viscogliosi. Sulla destra vi sono il municipio e l’ex feltrificio Ippolito & Pisani.

Galleria Eustacchio Pisani

Quest’ultimo edificio è attraversato dalla Galleria Eustacchio Pisani, nei giorni di apertura ( in genere nei weekend) è possibile accedervi per raggiungere il terrazzo panoramico che affaccia proprio sotto la cascata. La Galleria Eustacchio Pisani ospita spesso mostre d’arte e fotografia.

Cascata Grande vista dal terrazzo panoramico

Sulla sinistra del ponte ha inizio la suggestiva via Cascata che costeggia il fiume fino a portarvi in prossimità della cascata. É questo il punto migliore per scattare le vostre foto ricordo. Continuando lungo via Cascata, di recente resa completamente pedonale, si giunge alla chiesa di San Lorenzo Martire.

Chiesa di San Lorenzo Martire. Foto di Marco Schirinzi

Uscendo dalla chiesa potete procedere seguendo la piccola strada lastricata che vi riporterà su Corso Roma, una volta sul corso prendete a destra per raggiungere l’altro ponte, il ponte Roma. In alternativa si può percorrere via Chigi Nobile che dal semaforo, posto in piazza San Lorenzo, vi condurrà allo stesso punto. Superato il ponte si entra si entra nel Parco Fluviale. Seguendo il percorso del fiume si raggiunge la Cascata del Valcatoio.

Cascata del Valcatoio

Il Parco Fluviale, molto amato dalla cittadinanza, è un ottimo posto per sostare e magari consumare un pranzo al sacco. Chi invece preferisce gustare la cucina locale potrà accomodarsi in uno dei tanti locali incontrati durante il percorso. Cosa c’è da gustare potrete scoprirlo in questo articolo.

Castello Boncompagni-Viscogliosi

Essendo una residenza privata il castello Boncompagni – Viscogliosi non è sempre accessibile ai visitatori. Chi fosse interessato ad una visita al suo parco può trovare sul sito www.castelloboncompagniviscogliosi.it le informazioni necessarie. Il parco del castello è comunque aperto gratuitamente al pubblico nei giorni della festa della Madonna delle Grazie (17,18 e 19 settembre). Dal parco si può godere una vista mozzafiato sul precipizio nel quale si getta la cascata, uno spettacolo unico al mondo. Così lo descrisse il duca Giacomo Boncompagni:

“[…] E cingendo la rocca da tre bande, va con un ramo a precipitarsi alla banda sinistra da una balza fatta dalla natura, d’altezza più di 150 palmi, giù nella terra dove s’habita, con strepido grandissimo. In questa caduta l’acqua manda in altro un polverino d’acqua si grande che io per me mi sarei creduto che la terra posta nel basso havesse non solo da restare humida, ma bagnata sempre; niente di manco si vede con la esperienza che cadendo il fiume perpendicolarmente con tanta furia, causa tale e sì fatto venuto e sì continuo che porta tutto il detto polverino alla sponda di fuori, per causa di certa rivolta humidità sua onde sponda ne piove sempre e abbonda di rivoletti d’acque perpetui che ritornano nel fiume.

Cascata & Castello Viscogliosi al tramonto. Foto di Vincenzo Vona e Cludia Costantini Full Frame Fotografia

Visto il suo passato di città industriale, Isola del Liri non offre molto altro al turista di passaggio, ma chi vi soggiornerà resterà sorpreso dalla sua animatissima vita notturna.

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Come arrivare


Come arrivare ad Isola del Liri
In auto:
Provenendo da Roma Autostrada del Sole A1, uscita Ferentino, Superstrada (S.S. 214) uscita Castelliri.
Provenendo da Napoli Autostrada del Sole A1, uscita Cassino, seguire indicazioni per Strada a scorrimento veloce Cassino – Sora –Avezzano (S.R. 509) uscita Broccostella/Sora

In treno:
Linea ferroviaria Roma – Napoli via Cassino, cambio alla stazione di Roccasecca per linea Roccasecca – Avezzano, fermata Isola Liri
Linea ferroviaria Roma – Napoli via Cassino, fermata Frosinone e proseguire verso Isola del Liri con collegamento CO.TRA.L

In autobus:
Collegamento don Roma mediante linee CO.TRA.L consultabili sul sito www.cotralspa.it

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Cenni Storici su Isola del Liri

Il territorio di Isola del Liri fu abitato fin dai tempi più antichi. In età romana la sua storia si intreccia con quella dei limitrofi municipi di Arpino e di Sora che se ne spartivano il territorio. Il centro abitato comincia a svilupparsi in età medioevale protetto dal fiume Liri che lo difendeva da possibili invasori.

L’antico Ponte Napoli. Sullo sfondo la Cascata e il Castello Ducale

Ma è con l’arrivo dei Duchi Boncompagni che la città inizia a fiorire economicamente ed urbanisticamente. Nel 1579, papa Gregorio XIII ( al secolo Ugo Boncompagni) acquista dai duchi d’Urbino Della Rovere il Ducato di Sora per donarlo a suo figlio Giacomo ( o Jacopo). Alla morte del padre, Giacomo, estromesso dalle cariche politiche che ricopriva a Roma, si ritirò a vivere nel castello che porta oggi il suo nome.

Per molti anni Isola del Liri fu sede dei duchi di Sora e il suo castello il principale centro amministrativo del ducato. Nell’ultimo periodo del triennio giacobino, e in particolare nel maggio del 1799, a Isola ebbe luogo l’eccidio nella chiesa di San Lorenzo Martire: oltre cinquecento persone che vi si erano riparate furono, infatti, trucidate dall’esercito rivoluzionario.

Sin dall’inizio del Cinquecento la costruzione di cartiere aveva dato il via a un processo di industrializzazione della zona. Lo sfruttamento dell’acqua, come forza motrice e di lavorazione, non avveniva solo lungo il fiume ma anche attraverso la costruzione delle “forme”, ovvero canali di adduzione. In quegli anni cominciò una lenta trasformazione del territorio che venne solcato da una fitta rete di canali, alcuni dei quali ancora in uso.

Blick auf die Liris Fälle bei Isola di Sora. Una veduta di Isola del Liri del XIX secolo.

Durante il XIX secolo, a seguito del riassetto amministrativo realizzato nel Regno di Napoli con Gioacchino Murat, la città fu annessa alle sorti politico-amministrative della provincia della Terra di Lavoro. A gettare le basi del poderoso sviluppo industriale di Isola del Liri fu Carlo Lefebvre che qui impiantò le sue prime cartiere, altre famiglie francesi seguirono il suo esempio e ben presto Isola del Liri si trasformò da piccolo centro rurale a polo industriale di prim’ordine per la fabbricazione della carta.

Negli stessi anni, al servizio dell’industria della carta, nacque e si sviluppò a Isola del Liri anche la lavorazione di feltri per cartiere. Questa fu favorita  dalla presenza dei numerosi lanifici locali. Cartiere, lanifici e feltrifici prosperarono nel corso del secolo. Notevole sostegno all’industria del paese venne offerto dalla possibilità di impiantare centrali per la produzione di energia idroelettrica lungo il corso del fiume. All’inizio del XX secolo Isola del Liri era uno dei pochissimi centri della zona a poter disporre di energia elettrica per uso pubblico e privato.

L’attività industriale del paese non si arrestò con lo scoppio della Grande Guerra e neanche a seguito del terremoto che lo devastò nel gennaio del 1915.

Essa continuò anche durante gli anni della dittatura fascista e anche dopo lo scoppiò della Seconda Guerra Mondiale, ma successivamente all’armistizio di Cassibile la città, per via della sua posizione geografica, subì bombardamenti da parte degli Alleati. Le prime bombe caddero su Isola del Liri il 23 ottobre del 1943 e continuarono fino al termine della Battaglia di Montecassino.

Il Ponte Napoli distrutto dai bombardamenti

Diverse fabbriche andarono distrutte e i macchinari trafugati. L’economia del paese riprese lentamente nel dopoguerra grazie anche al commercio illegale di sigarette, prodotte artigianalmente con le scorte di carta superstiti. Tuttavia, negli anni Sessanta, la rinata industria locale si avviava verso un lento declino.

Oggi è il settore terziaro a trainare l’economia di questo paese che si conferma tra i maggiori centri  di attrazione turistica e vitalità culturale della provincia.

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