Chiesa di Sant’Antonio

Durante il XIV secolo esisteva nel luogo in cui sorge ora la chiesa, un monastero benedettino femminile con annessa una chiesa dedicata a san Giovanni Battista. Passata poi ai francescani, la chiesa assunse nel XV secolo la denominazione di Chiesa di San Francesco. Nel 1812 il complesso fu riconvertito ad uso industriale da Gioacchino Manna. L’antico chiostro del monastero fu provato del portico e del classico posso centrale e fornito del protale d’ingresso ancora oggi presente. Il Manna fece inoltre ristrutturare alcune abitazioni che affacciavano sulla piccola piazza ottenendone un palazzetto di modeste dimensioni, ma elegante. Nel 1799 la chiesa fu data alle fiamme dai giacobini, successivamente donata alla Confraternita del Santissimo Crocefisso. Dal 1812 ospita una statua di sant’Antonio, da questo momento gli isolani cominciarono ad indentificare la chiesa come Chiesa di Sant’Antonio che mutò infatti il suo nome.

Cartolina postale con la statua di sant’Antonio

Fu gravemente danneggiata dal sisma del 1915 e restaurata tra i 1938 e il 1941. La facciata a capanna della chiesa presenta oltre al semplice portale squadrato, un oculo e due monofore abbellite da vetrate istoriate. Sulla facciata fu apposta nel 1985 una lapide in ricordo del sisma del 1915. L’edificio è ad una sola navata con soffitto a capriate lignee di gusto francescano. Dal secondo dopoguerra custodisce al suo interno la statua del SS. Crocefisso.


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