Fiume Liri

Il Liri è uno dei più importanti fiumi dell’Italia centro meridionale.

Esso nasce in Abruzzo, in località Petrella Liri, frazione del comune di Cappadocia, ai piedi del Monte Camiciola che si trova a 1701 metri sopra il livello del mare.

Attraversa la Valle Roveto dove raccoglie le acque del bacino artificiale del Fucino. Lungo il percorso riceve le acque di numerosi torrenti come La Sponga, Lo Schioppo, Mola di Meta, Rianza e Rio Sparto.

Morino. Lo Zompo delle Schioppo. La suggestiva cascata da cui ha origine il torrente Lo Schippo, affluente del Liri.

All’altezza di Canistro le acque del Liri sono in parte captate da un’opera idraulica denominata La Presa e convogliate in galleria fino a Morino dove alimentano una centrale idroelettrica. Entrato nel Lazio, alle porte di Sora riceve da sinistra il torrente Lacerno prima di attraversare la città volsca.

Sora, il Liri, il Ponte Napoli

Nei pressi dell’abbazia di San Domenico, al confine con il comune di Sora, il Liri riceve le acque del Fibreno aumentando notevolmente la sua portata.

Confluenza del Fibreno nel Liri

L’afflusso delle acque del Fibreno, costante durante tutto l’arco dell’anno, mitiga il carattere torrentizio del fiume Liri.

Cascata Grande

Entrato nel comune di Isola del Liri, alle spalle del castello Boncompagni-Viscogliosi, il Liri si biforca in due rami formando due cascate dell’altezza di trenta metri circa: la Cascata Grande (o Verticale) e la Cascata del Valcatoio oggi sfruttata per la produzione di energia idroelettrica.

Cascata del Valcatoio

I due bracci del fiume si riuniscono poco più a valle formando l’isola fluviale sulla quale sorge il centro storico di Isola del Liri.

Veduta aerea di Isola del Liri

Il Liri raggiunge quindi l’Anitrella (frazione di Monte San Giovanni Campano) formando le suggestive gole del Vitarello, e Fontana Liri alimentando altre due centrali. Entra quindi nel territorio del comune di Arce dove riceve da destra il torrente Amaseno.

Le gole del Vitarello in un’opera
Jakob Philipp Hackert datata 1797

Presso Ceprano alimenta un’altra centrale idroelettrica e qui riceve il suo principale affluente di destra, il fiume Sacco , e successivamente da sinistra il Melfa. Subito dopo una diga sbarra il suo corso formando il lago di Isoletta nei pressi di San Giovanni Incarico.

Giunge così sulla linea di confine tra Lazio e Campania dove, nei pressi di Sant’Apollinare, si unisce al fiume Gari prendendo il nome di Garigliano che per 38 chilometri segna i confini regionali, fino a sfociare nel Tirreno, nei pressi di Minturno. Dalla sorgente alla foce il fiume Liri percorre 158 Km, 120 Km fino alla confluenza con il Gari.

Bacino del Liri-Garigliano

Con il nome Liri, questo fiume viene già citato da Plinio il Vecchio e da Strabone. Nel Medioevo veniva spesso chiamato con il nome di Verde e così lo cita Dante nel Canto III del Purgatorio quando parla di Manfredi di Sicilia le cui spoglie mortali furono gettate nel Liri:

L’ossa del corpo mio sarieno ancora
In co del ponte, presso a Benevento,
Sotto la guardia della grave mora.

Or le bagna la pioggia e move il vento
Di fuor dal regno, quasi lungo il Verde,
Dov’ei le trasmutò a lume spento.