Peppino che piscia

Peppino che piscia

Peppino che piscia è un piccolo oggetto in ceramica o terracotta, di varie forme e misure, che si trova in tutte le case degli isolani in quanto considerato un vero e proprio portafortuna. Si tratta della statuetta di un bambino (o forse un folletto) che fa pipì in un vasino. Sulla punta del cappello c’è un foro grazie al quale si può fare entrare l’acqua per poi ricreare l’effetto della minzione. Peppino che piscia si può trovare in vendita solo durante la fiera del Santissimo Crocifisso che si tiene ogni anno la seconda domenica di luglio. Le origini di questo oggetto sono incerte e spaziano tra storia e leggenda. Alcuni dicono che Peppino sia un di folletto che abita sotto la Cascata Grande, mentre una versione più storica lo indicherebbe come caricatura del generale napoleonico Joseph De Grilly soprannominato Pépin Le Bref dalla sua truppa a causa della sua altezza (Peppino sarebbe la traduzione di Pépin in dialetto locale). Ai tempi in cui le truppe francesi erano accampate nella località chiamata oggi Campo di Grilli, il generale sembrava soffrisse di prostata, ragion per cui veniva spesso avvistato di notte agirarsi tra le tende in cerca di un posto dove fare pipì. Un’ultima versione, meno suggestiva ma probabilmente più vicina al vero, farebbe derivare il Peppino che piscia dal celeberrimo Manneken Pis di Bruxelles, probabilmente conosciuto ad Isola per via di sua qualche riproduzione portata dai soldati francesi che assediarono la città nei primi dell’Ottocento.

Manneken Pis – Bruxelles

 

articolo a cura di A. Pantano e P. Mariniello